18/02/2003



 


ROMA 24 Gennaio 5 Febbraio 2003

TEATRO DELL'OPERA

Inaugurazione della stagione 2003

Il Faust di Gounod

L'Amore è dannazione?

Ad inaugurare la stagione 2003 del Teatro dell'Opera è stato il Faust di Gounod. L'opera, che nei giorni della sua rappresentazione ha richiamato, dal 24 Gennaio al 5 Febbraio 2003, una grande affluenza di pubblico e ha registrato ottime critiche, narra del tragico patto che il dottor Roberto Scandiuzzi  (Mefistofele)Faust stabilisce con il demonio Mefistofele e che sarà la causa della tragedia che colpirà la giovane Margherita di cui Faust è sinceramente innamorato. Al mitico personaggio della tradizione letteraria tedesca, assurto a simbolo della condizione umana, sospesa tra la brama della realizzazione terrene e l'anelito verso Dio, si sono ispirate molte saghe, come lo splendido dramma di Marlow o quella più celebre di Goethe dal cui poema, o meglio dal primo episodio di Margherita, s'ispirò Gounod per la sua opera immaginata a Roma intorno al 1840 e composta a Parigi nel decennio successivo, dopo l'incontro del compositore con i librettisti Barbier e Carrier e con l'impresario del Thèatre Lèon Carvalho. Mentre nel poema goethiano a prevalere è la riflessione filosofica sull'aspirazione tutta umana di raggiungere la felicità, Giuseppe Filianoti(Faust) e Darina Takova(Margherita) nel Faust di Gounod il drammaturgo Julies Barbier esaltò la vicenda amorosa tra Faust e Margherita e quindi la forza dei sentimenti creando così un maggiore spazio a personaggi minori quali Valentino ed il giovane innamorato Siebel. Tre ore e mezzo è durata la rappresentazione dell'opera che è stata presentata in lingua originale, con sovratitoli in italiano. Maestro concertatore e Direttore d'orchestra Gianluigi Gelmetti. Regia, scene e costumi di Hugo De Ana. Coreografia di Leda Lojodice. Per i personaggi e gli interpreti due i cast: dott. Faust (Giuseppe Filianoti e Robert Nagy); Mefistofele(Roberto Scandiuzzi e Giorgio Surian); Margherita (Darina Takova e Alexia Voulgaridou); Valentino (Alberto Gazale e Nicolas Rivenq); Siebel (Marina Comparato e Manuela Custer); Marta (Martha Senn e Nicoletta Curiel); Wagner (Filippo Bettoschi e Mario Bellanova). Primi ballerini Laura Comi e Mario Marozza. Il cast della rappresentazione del 4 Febbraio, cui fa riferimento questo servizio, è il primo, lo stesso della sera del 24 Gennaio. Superbo l'allestimento scenico incentrato su un cubo, finalizzato a rappresentare la razionalità filosofica dell' uomo. L'utilizzo di un sistema di vetri e specchi, riflettenti luci e colori diversi, sempre congeniali ai vari momenti dell'azione, ha inoltre efficacemente comunicato agli spettatori l'idea del doppio, del contrario, del bene e del male, della purezza e della falsità. La musica ed il canto hanno poi armoniosamente completato il quadro della raffinatezza espressiva che ha contraddistinto il canto, la danza e la musica di quella che per il Direttore Gianluigi Gelmetti è una delle opere più belle di tutto il melodramma. Ma veniamo alla trama! Il sipario si apre sul vecchio dottor Faust che, stando seduto su una sedia a rotelle, nella grande solitudine del suo laboratorio, va meditando sulla vanità della sapienza acquisita negli anni e, rimpiangendo la giovinezza, decide di suicidarsi. Ma ecco che a dissuaderlo interviene una musica gioiosa ed allora invoca il diavolo che immediatamente appare. Faust gli vende la propria anima in cambio dell'amore di una bellissima fanciulla, Margherita. L'azione si sposta poi sulla kermesse di cui sono protagonisti studenti, soldati e borghesi che cercano di sfuggire all'amarezza della vita quotidiana affogando i loro problemi nell'alcool e nell'euforia. Il soldato Valentino, in partenza per la guerra, affida la sorella Margherita a un amico, lo studente Siebel, innamorato della giovane. Roberto Scandiuzzi (Mefistofele)A questo punto arriva Mefistofele che aizza la folla inneggiando alla potenza dell'oro. Darina Takova (Margherita)Spacciandosi poi per indovino, predice a Valentino che morirà in duello e a Siebel che non potrà toccare fiori senza che questi poi appassiscano. Il diavolo poi brinda alla salute di Margherita e Valentino, udendo tali parole, lo sfida, ma la spada gli si spezza a mezz'aria. A questo punto tutti i presenti comprendono di trovarsi al cospetto del demonio e cercano di farlo indietreggiare affrontandolo con le croci. Faust, che intanto è ritornato giovane. è ineluttabilmente attratto da Margherita, ma il suo primo tentativo di approccio con lei risulta vano. Nel giardino di Margherita, Siebel lascia per lei un mazzo di fiori bagnati di acqua santa per impedire che appassiscano. Arriva Mefistofele che accompagna Faust dalla fanciulla con uno scrigno pieno di gioielli. Quando Margherita trova il piccolo tesoro, rimane incantata dagli splendidi gioielli e canta la ballata del re di Thulé, evocando il giovane Faust. Per proseguire nel suo piano, il diavolo, con uno stratagemma, allontana da Margherita la vecchia Darina Takova(Margherita)Marta e fa in modo che la fanciulla possa rimanere sola con Faust che, sempre ispirato da Mefistofele, ma anche sinceramente innamorato. riesce finalmente a vincere ogni ritrosia della giovane ed a completare l'opera di seduzione. A questo punto, sempre per effetto dell'allestimento scenico dell'apprezzatissimo argentino Hugo De Ana, l'azione si sposta in una chiesa. Margherita è stata sedotta ed abbandonata dopo aver avuto un bambino da Faust.Allontanata ormai da tutti, è in preda alla disperazione ed è sempre perseguitata da Mefistofele che la tormenta con minacce di dannazione. Intanto in casa di Margherita, reduce dalla guerra, ritorna Valentino che viene a sapere da Siebel del tragico destino della sorella. Faust, tormentato dai rimorsi, decide di tornare da Margherita e arriva da lei accompagnato dal demonio, che canta una beffarda serenata alla infelice fanciulla. Valentino, a sua volta, per difendere l'onore della sorella, sfida a duello Faust, la cui mano, guidata sempre dal diavolo, trafigge il soldato che muore maledicendo Margherita. Il cubo di De Ana ruota rapidamente sul palcoscenico ed eccoci nel regno di Mefistofele che partecipa con Faust alla notte di Valpurga, uno scatenato baccanale in cui compaiono vari personaggi e tutte le più belle regine e cortigiane della storia, magnificamente interpretatati dai ballerini e ballerine del Corpo di ballo del Teatro dell'Opera, vestiti in modo fiabesco e consono alla situazione. Al termine del convegno, però, Faust ha una visione di Margherita e viene preso dal rimorso. Chiusa in una prigione, la fanciulla, ormai in preda alla follia, aspetta la morte, a cui è stata condannata per aver ucciso il proprio bimbo. Faust vuole salvarla dall'atroce fine e per aiutarla a fuggire si reca con il diavolo in prigione, ma Margherita, quando lo vede, si rifiuta di seguirlo e lo respinge con orrore. Sulla scena irrompono, minacciose, le parole di dannazione di Mefistofele, ma a contrapporvisi ecco giungere quelle degli angeli che proclamano la salvezza della sventurata donna. Le mura della prigione si aprono, l'anima di Margherita sale in cielo, in apoteosi, ed il dottor Faust ritorna ad esser vecchio. Con il trionfo del bene sul male cala il sipario tra gli applausi del pubblico.

MARIA ROSARIA SANGIUOLO

Alberto Gazale(Valentino)e Maina Comparato (Siebel) Giuseppe Filianoti( Faust)

 

Le fotografie della rappresentazione in Teatro sono state gentilmente concesse dal Signor CORRADO MARIA FALSINI Agenzia fotografica del Teatro dell'Opera di Roma
Via Fregene, 53 00183 Roma
06 70453454
Sito internet http://www.falsini.com

Capo Ufficio Stampa del Teatro dell'Opera Anna Dal Ponte

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