Ad inaugurare la
stagione 2003 del Teatro
dell'Opera è stato il
Faust di Gounod.
L'opera, che nei giorni della sua rappresentazione ha
richiamato, dal 24 Gennaio
al 5 Febbraio 2003,
una grande affluenza di pubblico e ha registrato ottime
critiche, narra del tragico patto che il dottor
Faust
stabilisce con il demonio Mefistofele
e che sarà la causa della tragedia
che colpirà la giovane Margherita
di cui Faust è sinceramente innamorato. Al mitico
personaggio della tradizione letteraria tedesca, assurto
a simbolo della condizione umana, sospesa tra la brama
della realizzazione terrene e l'anelito verso Dio, si
sono ispirate molte saghe, come lo splendido dramma
di Marlow o quella
più celebre di Goethe
dal cui poema, o meglio dal primo episodio di Margherita,
s'ispirò Gounod per la sua opera immaginata a
Roma intorno al 1840 e composta a Parigi nel decennio
successivo, dopo l'incontro del compositore con i librettisti
Barbier e Carrier
e con l'impresario del Thèatre
Lèon Carvalho. Mentre nel poema goethiano
a prevalere è la riflessione filosofica sull'aspirazione
tutta umana di raggiungere la felicità,
nel
Faust di Gounod il drammaturgo Julies
Barbier esaltò la vicenda amorosa
tra Faust
e Margherita e
quindi la forza dei sentimenti creando così un
maggiore spazio a personaggi minori quali Valentino
ed il giovane innamorato Siebel.
Tre ore e mezzo è durata la rappresentazione
dell'opera che è stata presentata in lingua originale,
con sovratitoli in italiano. Maestro concertatore e
Direttore d'orchestra Gianluigi
Gelmetti. Regia, scene e costumi di Hugo
De Ana. Coreografia di Leda
Lojodice. Per i personaggi e gli interpreti
due i cast: dott. Faust
(Giuseppe Filianoti
e Robert Nagy);
Mefistofele(Roberto
Scandiuzzi e Giorgio
Surian); Margherita
(Darina Takova
e Alexia Voulgaridou);
Valentino (Alberto
Gazale e Nicolas
Rivenq); Siebel
(Marina Comparato
e Manuela Custer);
Marta (Martha Senn
e Nicoletta Curiel);
Wagner (Filippo
Bettoschi e Mario
Bellanova). Primi ballerini Laura
Comi e Mario Marozza.
Il cast della rappresentazione del 4 Febbraio, cui fa
riferimento questo servizio, è il primo, lo stesso
della sera del 24 Gennaio. Superbo l'allestimento scenico
incentrato su un cubo, finalizzato a rappresentare la
razionalità filosofica dell' uomo.
L'utilizzo
di un sistema di vetri e specchi, riflettenti luci e
colori diversi, sempre congeniali ai vari momenti dell'azione,
ha inoltre efficacemente comunicato agli spettatori
l'idea del doppio, del contrario, del bene e del male,
della purezza e della falsità. La musica ed il
canto hanno poi armoniosamente completato il quadro
della raffinatezza espressiva che ha contraddistinto
il canto, la danza e la musica di quella che per il
Direttore Gianluigi Gelmetti
è una delle opere più belle
di tutto il melodramma. Ma
veniamo alla trama! Il sipario si apre sul
vecchio dottor Faust
che, stando seduto su una sedia a rotelle, nella
grande solitudine del suo laboratorio, va meditando
sulla vanità della sapienza acquisita negli anni
e, rimpiangendo la giovinezza, decide di suicidarsi.
Ma ecco che a dissuaderlo interviene una musica gioiosa
ed allora invoca il diavolo
che immediatamente appare. Faust
gli vende la propria anima in cambio dell'amore di una
bellissima fanciulla, Margherita.
L'azione si sposta poi sulla kermesse
di cui sono protagonisti studenti, soldati
e borghesi che cercano di sfuggire all'amarezza della
vita quotidiana affogando i loro problemi nell'alcool
e nell'euforia. Il soldato Valentino,
in partenza per la guerra, affida la sorella Margherita
a un amico, lo studente Siebel,
innamorato della giovane.
A
questo punto arriva Mefistofele
che aizza la folla inneggiando alla potenza dell'oro.
Spacciandosi
poi per indovino, predice a Valentino
che morirà in duello e a Siebel
che non potrà toccare fiori senza
che questi poi appassiscano. Il
diavolo poi brinda alla salute di Margherita
e Valentino, udendo tali parole, lo sfida, ma la spada
gli si spezza a mezz'aria. A questo punto tutti i presenti
comprendono di trovarsi al cospetto del
demonio e cercano di farlo indietreggiare
affrontandolo con le croci. Faust, che intanto è
ritornato giovane. è ineluttabilmente attratto
da Margherita, ma
il suo primo tentativo di approccio con lei risulta
vano. Nel giardino di Margherita, Siebel
lascia per lei un mazzo di fiori bagnati
di acqua santa per impedire che appassiscano. Arriva
Mefistofele che accompagna Faust
dalla fanciulla con
uno scrigno pieno di gioielli. Quando Margherita
trova il piccolo tesoro, rimane incantata dagli splendidi
gioielli e canta la ballata del re
di Thulé, evocando il giovane Faust.
Per proseguire nel suo piano, il
diavolo, con uno stratagemma, allontana da
Margherita la vecchia
Marta
e fa in modo che la fanciulla possa rimanere
sola con Faust che, sempre ispirato da Mefistofele,
ma anche sinceramente innamorato. riesce finalmente
a vincere ogni ritrosia della giovane ed a completare
l'opera di seduzione. A questo punto, sempre per effetto
dell'allestimento scenico dell'apprezzatissimo argentino
Hugo De Ana, l'azione
si sposta in una chiesa.
Margherita è stata sedotta ed abbandonata
dopo aver avuto un bambino da Faust.Allontanata ormai
da tutti, è in preda alla disperazione ed è
sempre perseguitata da Mefistofele
che la tormenta con minacce di dannazione. Intanto in
casa di Margherita,
reduce
dalla guerra, ritorna Valentino
che viene a sapere da Siebel
del tragico destino della sorella. Faust,
tormentato dai rimorsi, decide di tornare da Margherita
e arriva da lei accompagnato dal demonio, che canta
una beffarda serenata alla infelice fanciulla. Valentino,
a sua volta, per difendere l'onore della sorella, sfida
a duello Faust, la cui mano, guidata sempre dal diavolo,
trafigge il soldato che muore maledicendo Margherita.
Il cubo di De Ana ruota
rapidamente sul palcoscenico ed eccoci nel regno di
Mefistofele che
partecipa con Faust
alla notte di Valpurga,
uno scatenato baccanale in cui compaiono vari personaggi
e tutte le più belle regine e cortigiane della
storia, magnificamente interpretatati dai ballerini
e ballerine del Corpo di ballo
del Teatro dell'Opera, vestiti in modo fiabesco
e consono alla situazione. Al termine del convegno,
però, Faust
ha una visione di Margherita
e viene preso dal rimorso. Chiusa in una
prigione, la fanciulla, ormai in preda alla follia,
aspetta la morte, a cui è stata condannata per
aver ucciso il proprio bimbo. Faust
vuole salvarla dall'atroce fine e per aiutarla a fuggire
si reca con il diavolo in prigione, ma Margherita,
quando lo vede, si rifiuta di seguirlo e lo respinge
con orrore. Sulla scena irrompono, minacciose, le parole
di dannazione di Mefistofele,
ma a contrapporvisi ecco giungere quelle degli angeli
che proclamano la salvezza della sventurata donna. Le
mura della prigione si aprono, l'anima
di Margherita sale in cielo, in apoteosi,
ed il dottor Faust
ritorna ad esser vecchio.
Con il trionfo del bene sul male cala il sipario tra
gli applausi del pubblico.
MARIA
ROSARIA SANGIUOLO
Le fotografie
della rappresentazione in Teatro sono state gentilmente
concesse dal Signor
CORRADO MARIA FALSINI Agenzia
fotografica del Teatro dell'Opera di Roma
Via Fregene, 53 00183 Roma
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Sito internet
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Capo
Ufficio Stampa del Teatro dell'Opera
Anna Dal Ponte
Sito INTERNET TEATRO DELL 'OPERA
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