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16/08/2010

 

Sferisterio Opera Festival 2010

MACERATA 46.ma Stagione Lirica 2010

" A maggior gloria di Dio"

G.Verdi “ I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA"

Regia, scene e costumi di PIER LUIGI PIZZI

Anche il secondo appuntamento con un'altra opera di Giuseppe Verdi, I Lombardi alla prima crociata, inclusa per la prima volta nel calendario dello Sferisterio Opera Festival 2010, ha ottenuto meritatamente un grande successo di pubblico e di critica. La rappresentazione, avvenuta a Macerata, allo Sferisterio, domenica 1 luglio, alle ore 21, si è distinta per la maestosità del nuovo allestimento (direzione di Daniele Callegari, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, coreografie di Gheorghe Iancu, movimenti coreografici di massa e mimici di Roberto Maria Pizzuto, disegno delle luci di Sergio Rossi. In scena tanti grandi interpreti: Dimitra Theodossiou (Giselda), Francesco Meli (Oronte), Michele Pertusi (Pagano), Alessandro Liberatore (Arvino), Alexandra Zabala (Viclinda), Andrea Mastroni (Pirro), Enrico Cossutta (Un priore della città di Milano), Luca Dall’Amico (Acciano), Annunziata Vestri (Sofia). Anbeta Toromani (ballerina solista). Fondazione Orchestra Regionale delle Marche diretta da Daniele Callegari, il Coro è il Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto da David Crescenzi, il complesso di palcoscenico è la Banda “Salvadei” di Macerata. Andata in scena al Teatro alla Scala l'11 febbraio 1843, l'opera ottenne un buon successo. La trama si sviluppa nell'arco di quattro atti.

ATTO PRIMO: Milano, tra il 1097 e il 1099. Pagano torna in città nelle vesti di penitente dopo essere stato in esilio per aver cercato di uccidere il fratello Arvino per aver sposato Viclinda. I cittadini se ne rallegrano , ma al pentimento non credono nè Arvino, nè la moglie e la figlia Giselda. In quel momento il priore annuncia che Arvino condurrà i crociati a Gerusalemme. rimastosolo con lo scudiero, Pagano rivela il suo rancore per Viclinda e il fratello, che medita di uccidere, chiedendo la complicità di Pirroe di alcuni scagnozzi. Intanto, nel palazzo di folco, Giselda e viclinda sono turbate per la sorte di Arvino : temono che accadrà qualcosa di orribile. intanto Pirro comunica a pagano che Arvino si è coricato e che può agire. Pagano entra e fersce qualcuno: è il padre. Pagano inorridito, invoca su di sè la maledizione di Dio. Quando arrivano per ucciderlo, Giselda si oppone, dicendo che l'unico castigo per Pagano sarà il rimorso.

ATTO SECONDO: Antiochia, nelle stanze di Acciano. Il tiranno Acciano invoca la vendetta di Allah sui cristiani che hanno invaso il territorio. Oronte, suo figlio, chiede alla madre Sofi, segretamente convertita al cristianesimo, notizie su Giselda, la bella cristiana prigioniera che ama, e da lei riamato. La madre comunica che giselda lo sposerà solo se egli si convertirà al cristianesimo. Oronte accetta. in una grotta, vive in esilio Pagano, aspettando l'arrivo dei cristiani. Intanto si presenta a lui Pirro, divenuto musulmano, che non riconosce Pagano. Pirro invoca il suo aiuto per avere il perdono divino: lui, essendo custode delle mura di Antiochia, le aprirà al Lombardi. Nello stesso momento, appare Arvino, che, non riconoscendo il fratello, lo prega affinchè si possa salvare la figlia Giselda. Pagano annuncia che la città cadrà la notte stessa; segue un coro di giubilo dei crociati. Nell'harem, Giselda invoca la madre affinchè la perdoni del fatto di essersi innamorata di un pagano. sofia comunica ad una triste Giselda, che un traditore ha consegnato le mura ai cristiani, e ora Oronte e Acciano giacciono morti nella battaglia. Arvino, appena giunto, sente la figlia maledire il trionfo cristiano, e la ripudia. Fa per ucciderlo, quando interviene l'Eremita che la salva, dicendole che la ragazza agisce così per amore.

ATTO TERZO: Nella Valle di Giosafat Giselda rimpiange Oronte, che, improvvisamente, le compare davanti, in veste lombarda. Egli non era morto ma solo ferito. I due, fuggono insieme. Arvino, però, la maledice, dopo averla vista fuggire con l'amante, e anche Pagano, che alcuni crociati hanno visto nell'accampamento. Intanto, nella grotta, Giselda conduce Oronte ferito mortalmente. Giunge Pagano, che esorta Oronte a convertirsi, per amore di Giselda. Il musulmano si converte, e muore, invocando Giselda, con la benedizione di Pagano.

ATTO QUARTO: Nella caverna, Pagano mostra la figlia assetata e colta da febbre, che invoca il perdono. La fanciulla delira: le appare in sogno Oronte che annuncia ai cristiani che le acque del Siloe placheranno la siccità che li ha colpiti. Intanto, i Lombardi pregano il signore, e ricordano l'aria fresca, la natura e la pace della terra lombarda con la famosa preghiera:"O signor, dal tetto natio". Giungono Giselda, Pagano e Arvino che annunciano che hanno trovato le acque del Siloe come predetto dal sogno di Giselda. Mentre i cristiani esultano, Pagano, in punto di morte, rivela ad Arvino che egli nonè un semplice eremita, ma anche suo fratello, ed invoca il suo perdono. Arvino lo benedice, mentre Gerusalemme cade in mano ai crociati.

Video-Intervista a ROMANO CARANCINI Sindaco di Macerata

 

 

 

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