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16/08/2010

MACERATA 46.ma Stagione Lirica 2010 TEATRO LAURO ROSSI

" A maggior gloria di Dio"

G.Verdi “ATTILA"

Regia, scene e costumi di MASSIMO GASPARON

Dopo La Forza del destino e I Lombardi alla prima crociata, Lo Sferisterio Opera Festival ha messo in cartellone un'altra opera di Giuseppe Verdi, Attila, un dramma lirico in un prologo e tre atti su libretto di Temistocle Solera tratto da Attila re degli Unni di Zacharias Werner, rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 17 marzo 1846. Anche questo spettacolo ha registrato il tutto esaurito ed è stato molto apprezzato dal pubblico e dalla critica per la sempre convincente e grandiosa regia di Massimo Gasparon che ha firmato anche le scene i costumi. Ottimo il cast di cantanti composto da: Nmon Ford, il baritono panamese-americano, vincitore nel 2010 del Premio Corelli; Claudio Sgura (Ezio); Maria Agresta (Odabella); Giuseppe Gipali (Foresto); Enrico Cossutta (Uldino); Alberto Rota (Leone). Maestro del Coro David Crescenzi; Disegno luci Vincenzo Ramponi; Fondazione Orchestra Regionale delle Marche diretta da Riccardo Frizza; Coro Lirico Marchigiano "V.Bellini"; Complesso di palcoscenico Banda "Salvadei"; Coro voci bianche Pueri Cantores "D. Zamberletti"

L’opera, che è andata in scena al Teatro Lauro Rossi di Macerata, alle ore 21 del 6 agosto, con replica il 10 agosto, trae spunto dalle storiche e violente vicende che coinvolsero il famoso condottiero degli Unni, il “Flagello di Dio” Attila. Il libretto, di Temistocle Solera (Edizioni Universal Music Pubblishing Ricordi srl, Milano), ambientato ad Aquileia intorno alla metà del V secolo d.c., narra la storia di Odabella, figlia del signore della città che ha perduto l’intera famiglia in seguito al saccheggio degli Unni, e che intende vendicarsi di Attila uccidendolo. Il generale romano Ezio, consapevole della debolezza del proprio imperatore, offre ad Attila un’alleanza purché l’Italia sia salva; ma Attila rifiuta sdegnosamente. Sarà ucciso da Odabella, mentre dal campo unno giungono le grida di vittoria dei romani.

AURELIO BADOLATI

 

 

 

 

 

 

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