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24/12/2011

 

Jesi (AN) 25 novembre 2011 - Teatro G.B. Pergolesi

Giuseppe Verdi "RIGOLETTO"

RIGOLETTO TRA MALEDIZIONI E INGANNI

 

Schiacciato nel suo tentativo di rivolta contro l’arroganza del potere incarnato dal duca di Mantova e dai suoi cortigiani, Rigoletto barcolla sotto i colpi di una maledizione e di una serie di inganni; è un vinto senza coscienza di classe (per lui i cortigiani sono solo una “vile razza dannata”) e sperimenta un dolore che lui non ha saputo comprendere quando altre vittime lo subivano, e che a sua volta lo trafigge. Soli, altri hanno sofferto la stessa onta che lui ora soffre, solo. Come buffone non ha sentito pietà per altri; per lui pietà ora non sente alcuno. È ingannato dal suo padrone, da sua figlia, dalla donna che ha in custodia sua figlia, dai cortigiani, dal sicario che egli ha incaricato di realizzare la sua “tremenda vendetta”. Questi inganni sono scanditi dalla coscienza e dal ricordo di una tremenda maledizione. Sono straziati tutti i suoi sentimenti, di amore e di odio, di vendetta e di resa


A questa paradossale ma non inverosimile vicenda hanno dato vita, il 25 novembre 2011, il regista e scenografo Massimo Gasparon che ha trasportato al Pergolesi di Jesi lo spettacolo, impiantato su uno scenario tra Tiepolo e il carnevale di Venezia, già messo in scena allo Sferisferio di Macerata nel luglio scorso, la Form Orchestra Filarmonica Marchigiana guidata dal Maestro Giampaolo Maria Bisanti che ha bene interpretato la complessa scrittura verdiana, e un cast di cantanti giovani e bravi tra i quali hanno spiccato il ventiseienne baritono Simone Piazzola (una vera promessa), coraggioso e sicuro nella parte di Rigoletto, e la soprano Irina Dubrovskaya, dalla voce modulata e rispondente al ruolo, nella parte di Gilda. Ambedue hanno dimostrato che Rigoletto è un’opera che può ancora commuovere. Il pubblico ha apprezzato moltissimo la rappresentazione, ha chiesto e ottenuto il bis di “Sì, vendetta”, ed ha spesso applaudito.

ENGLISH VERSION

Beaten in his attempt of rebelling against the power arrogance embodied by the Duke of Mantova and his courtiers, Rigoletto staggers under the blows of a malediction and a series of deceits. He is a beaten man lacking class conscience (to him the courtiers are only “a damned vile race”) who makes experience of a sorrow he was unable to comprehend when other people were victims of it, and by which he is now wounded. Alone, other people have endured the same disgrace that he is now enduring, alone. As a Fool, he has felt no pity for others, and no pity feel others for him. He is deceived by his master, by his daughter, by the woman looking after his daughter, by the courtiers, by the killer he has hired to fulfil his “terrible vengeance”. Each deceit is marked by the conscience and memory of a tremendous malediction. All his sentiments of love and hate, of vengeance and surrender result spoiled.


This paradoxical but not improbable situation has lived once more, on the 25th November 2011, at the Pergolesi Theatre in Jesi, with Massimo Gasparon as stage director and scenographer and Maestro Giampaolo Maria Bisanti as conductor of the Form Orchestra Filarmonica Marchigiana which has well interpreted Verdi’s complex text. It has been the same performance staged at Macerata Sferisferio last July, with a scenery between Tiepolo’s painting and Venice Carnival. The cast of voices is new: the young (26 years old) baritone Simone Piazzola, valiant and sure of himself, playing Rigoletto, and the soprano Irina Dubrovskaya, who has given Gilda her voice well modulated and adequate to the role; they have outshined their colleagues. Both of them have shown that Rigoletto is still a touching opera.
The audience have appreciated the performance, asking for an encore given them by Rigoletto and Gilda: “Sì, vendetta”
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PROSPERO TRIGONA

Un'ottima rappresentazione che sottoponiamo all'attenzione dei nostri lettori attraverso l'allegato VTSvideoWEB. Buona visione e buon ascolto!

 


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