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24/12/2011

 

Roma Auditorum Conciliazione 6 novembre 2011

ORCHESTRA SINFONICA DI ROMA

Concerto "SERENATA"

Musiche di W.A. Mozart e di A. Dvorak

 

Duplice godimento quello del pubblico romano presente all’Auditorium di via della Conciliazione domenica W.A.Mozartpomeriggio 6 novembre 2011. Innanzi tutto per la musica ascoltata, quella del divino Mozart che per secoli ha trasmesso gioia a generazioni di ascoltatori specialisti e non, a raffinati intenditori e a più modesti fruitori; e poi per la visione di orchestrali che gioivano e mostravano di gioire nell’eseguire quella musica. Piacere per l’orecchio e piacere per l’occhio.


Sul palco l’Orchestra Sinfonica di Roma; in programma musiche a tema specifico, la serenata. Sono state eseguite tre brani di Mozart e uno di Dvořák. Ad iniziare è stata la Serenata K 525 in sol maggiore “Eine kleine Nachtmusic” il cui celeberrimo attacco è noto in tutto il mondo. Scritta in un momento felice, quando il Compositore era approdato a Vienna ed era stato accolto dall’ambiente mondano della capitale, la Serenata rispetta la struttura classica in tutti i suoi movimenti, crea atmosfere sognanti e trasmette sensazioni gradevolissime  e serenità.


Non meno piacevole è stato l’ascolto della Serenata K 239 in re maggiore “Serenata Notturna”,Antonin Dvorak la cui originalità è stata sempre individuata nella presenza dei timpani e nel dialogo tra due ‘corpi’ esecutivi (due violini-viola-contrabasso, da un lato, e orchestra d’archi, dall’altro) agenti e reagenti in gruppi o tra di loro. Assolutamente delizioso il minuetto. Piacevole fino all’ilarità l’esecuzione e l’ascolto della terza composizione mozartiana, il divertimento K 522 “Eine musikalischer Spass” nato e sempre presentato come pieno di errori d’armonia, di stonature etc. (ma si sa di interpretazioni radicalmente diverse) scritto come sarcastica presa in giro di tante composizioni contemporanee.


Il concerto si è concluso con la Serenata per archi op. 22 di Antonín Dvořák della quale gli orchestrali hanno saputo comunicare tutta la ricchezza classicheggiante, i giochi tecnici, il contenuto emotivo nonché le caratteristiche  che nel compositore boemo evidenziano una personalità sempre attenta alla musica della terra nativa. Il pubblico ha molto apprezzato, tanto applaudito ed è stato ripagato con un bis: un delizioso walzer di Strauss, tutto un pizzicato.

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