20/08/2001




UNA FINESTRA APERTA SULLA SANITA' ITALIANA
QUALE FUTURO PER I SOGGETTI GLAUCOMATOSI?

Gioverebbe molto di più alla salute ed alle tasche degli italiani se, nell'ambito della Sanità, il noto slogan "Prevenire è meglio che curare" fosse applicato in modo più concreto e su più larga scala
in riferimento a tutte le malattie comprese quelle che colpiscono gli occhi e che, se trascurate per una sottovalutazione dei sintomi iniziali, potrebbero arrecare seri e irreversibili danni alla persona, indipendentemente dall'età. Il glaucoma è, ad esempio, una di queste patologie ad alto rischio di "esordio in sordina". Ne abbiamo parlato con, il Prof. Nicola Pescosolido, Docente presso l'Istituto di Oftalmologia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" I° Facoltà, Responsabile del Reparto Glaucoma.

Cosa è il glaucoma?
Il più frequente, direi "classico", è quello iperbarico caratterizzato dalla cosiddetta triade, cioè dalla pressione oculare aumentata, escavazione della testa del nervo ottico e danno perimetrico specifico. In questi casi il fattore di rischio di danneggiamento della testa del nervo ottico viene svolto dalla pressione oculare.

Come viene curato?
La terapia, rivoluzionata in quest'ultimi vent'anni, utilizza un'immensa mole di farmaci affiancati, in caso di necessità, da trattamenti parachirugici con possibilità buone, certo non sicure, che si abbia una risoluzione del processo. Ben diverso invece il discorso per quanto riguarda un altro tipo di glaucoma, frequente in misura minore, quello a pressione normale ed in cui il fattore di rischio della pressione sembrerebbe non avere un ruolo rilevante. Il paziente presenterà escavazione papillare, una perdita del campo visivo con pressione fisiologica ai limiti della norma.

Ciò può verificarsi anche al di là della presenza di una pressione sanguigna alta?
Sì perché non c'è una correlazione.

Perché allora, nonostante una pressione oculare normale, si verificano danneggiamenti?
Secondo l'ipotesi più accreditata, più che mai rilevante è il fattore vascolare, nel senso che via sia un danno di percussione nella testa del nervo ottico che non sarebbe più ben irrorato dal sangue.

Ovviamente questi sono casi di patologia ormai conclamati. Che fare per prevenirli?
Oggi non è facile perché i mezzi a disposizione teoricamente ci sono nella letteratura e nella sperimentazione, però poi entriamo purtroppo in una sfera economica, vale a dire nella disponibilità di un ospedale di avere certe strumentazioni che possono aiutare a controllare la malattia in una fase molto precoce.

Quali sarebbero questi strumenti?
L'eco-doppler dotato di sonde particolari per studiare la circolazione del bulbo oculare. A Roma è molto difficile trovare chirurghi vascolari che dispongono di questa strumentazione.

Ed il suo reparto non ce l'ha?
Che io sappia, no. Studi che si dovrebbe fare sono la flussimetria capillare finalizzata a meglio comprendere la circolazione dei capillari del nervo ottico, poi l'obf per misurare il polso oculare pulsatile, cioè la circolazione ideale. Occorrerebbe poi un apparecchio che si chiama HRT per studiare l'evoluzione del danno della testa del nervo ottico addirittura quattro anni prima che si evidenzino i danni funzionali. Un altro esame necessario per una diagnosi precoce è la polarimetria che serve a studiare lo spessore delle fibre nervose intorno alla testa del nervo.

Questi strumenti di ricerca vengono invece utilizzati nelle strutture private?

E gli esami sono molto costosi?
Indubbiamente, come del resto lo sono anche le apparecchiature.

Ma non dovreste essere voi, come Università, a svolgere il ruolo di ricerca?
Dovremmo essere noi a dire ai privati se può essere più o meno utile comprare un determinato apparecchio, e quindi esplicare una funzione di guida scientifica che poi dovrebbe trasformarsi in clinica.

E ciò non avviene?
Limitatamente per la parte che io conosco nelle strutture nostre, abbiamo perso questa funzione.

Scusi, ma perché?
Il Policlinico è carente economicamente, non vedo soldi. Io sono entrato in questa struttura nel 1976 e da allora non è stato comprato un apparecchio.

In una tale situazione Lei come si sente in quanto Professore universitario?
Avvilito! La nostra cultura ormai è quella che andiamo ad attingere dai libri, dalle riviste, cioè da chi è più fortunato di noi, da chi ha magari la possibilità di comprarsi privatamente questi nuovi strumenti.

In termini pratici ciò significa che la maggior dei cittadini non può usufruire dei vantaggi derivanti da queste innovazioni tecnologiche?
Dal momento che il prezzo di tali indagini oscilla intorno alle 300.000 lire, è consequenziale che non tutti possono permetterseli. La prevenzione dovrebbe concretizzarsi in qualcosa di costruttivo.

Nella prospettiva di privatizzazione anche nel campo della Sanità, quali richieste fa al nuovo governo per il futuro della ricerca e per il benessere dei pazienti?
Riqualificare la nostra struttura non a parole, ma con idonei strumenti in modo tale da poter lavorare a livello, non dico eccellente, ma almeno dignitoso. Auspicabile una Rinascita Scientifica. Non dobbiamo essere un ospedale a tutti i costi nel senso che dobbiamo semplicemente trattare una malattia, ma dovremmo cercare di capirne le cause dell'insorgenza e per questo occorrono i mezzi. Il nostro attualmente, e lo ribadisco, è uno studio clinico e non di ricerca. In merito ad essa noi siamo delle colonie americane. I farmaci vengono tutti dalla America e siamo degli applicatori di colliri forniti dagli Stati Uniti.

Voi come reparto "Glaucoma " cosa trattate?
Interveniamo solo sulla sintomatologia. Siamo esecutori di istruzioni altrui e ciò nel corso del tempo deprime l'attività intellettuale.

Quando si è aggravato un simile processo di dequalificazione del vostro ruolo?
Negli ultimi venticinque anni.

Qual è l'intervento di cui andate più fieri in quanto più riuscito dal punto di vista chirurgico e meno conosciuto dalla opinione pubblica?
Occupandomi solo di diagnosi e di prevenzioni, gl'interventi chirurgici, ritenuti necessari per il paziente, vengono effettuati nel reparto del Prof. Cruciani. La trabeculetomia è quello più classico per il glaucoma, si effettua in anestesia locale e con ottime possibilità di successo. Meno noti sono la sclerectomia profonda e la discocanalostomia, i più recenti interventi per il trattamento della patologia glaucomatosa; in parte possono essere eseguiti anche con il laser, sempre in anestesia locale, con la puntualizzazione che la discocalostomia offrirebbe meno possibilità di rischio infettivo post-operatorio.

Voi medici universitari come vi vedete nel futuro?
Io so semplicemente che con un rinnovamento degli edifici e nuove strumentazioni qui dentro staremmo benissimo perché avremmo la soddisfazione di lavorare bene. Ma un simile processo, partendo oggi, potrebbe essere forse portato a termine solo tra una ventina d'anni.

Si considera quindi un rassegnato?
Un po' deluso della scelta fatta tanti anni fa!

MARIA ROSARIA SANGIUOLO

 

Politica-Cultura

© 2001, 2002 vtservice.it - tutti i diritti riservati.

Società-Arte