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I recenti accadimenti quali l'ultimo
problematico vertice dei G 8 di Genova e gli attentati
terroristici alle Torri gemelle di New York ci hanno
fatto riflettere anche sul modo di guardare alle realtà
dei Paesi in via di Sviluppo ed ai legami economici
e sociali che ad essi ci legano. Lungi dall'allentare
tali legami, questi accadimenti insegnano invece che
la cooperazione e lo sviluppo debbono e possono essere
aumentati e migliorati seguendo strade anche diverse
da quelle imboccate finora. Dell'accrescimento della
cooperazione internazionale si è discusso martedì
2 ottobre nel corso della conferenza
per la celebrazione dell'indipendenza dello stato della
Nigeria, nazione affrancatasi dal colonialismo nel 1960.
La conferenza, che si è tenuta presso Palazzo
San Macuto in Roma per gentile ospitalità della
Camera dei Deputati, è stata organizzata dall'Associazione
"Amici della Nigeria" e dall'Unione Nazionale
Associazioni Nigeriane in Italia" (quest'ultima
comprendente da sola 45.000 iscritti). Dalle dichiarazioni
dell'ambasciatore in Italia Chief Etim Okpoyo, confermate
dall'intervento dell'eurodeputato on. Enrico Ferri è
emersa la consapevolezza della reciproca necessità
di Italia e Nigeria di incrementare le relazioni economiche
e dell'importanza che questo tipo di cooperazione può
apportare al mantenimento della pace nel mondo. La celebrazione
dell'anniversario è proseguita nel corso della
giornata con un ricevimento privato presso la residenza
dell'ambasciatore.
Nel corso della conferenza sono stati messi in risalto
anche i risultati ottenuti dall'IFAD
- Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo.
Questa agenzia è stata creata nel 1977 con il
mandato di combattere la fame e la povertà nelle
zone del mondo a basso reddito e con deficit alimentare
con lo scopo di migliorare in modo duraturo le condizioni
di vita delle popolazioni rurali. Dalla sua creazione
ad oggi, l'IFAD ha finanziato 578 progetti in 114 paesi.
Tra questi si possono ricordare lo sviluppo agricolo
delle regioni meridionali della Siria, con la rimozione
delle rocce vulcaniche che impediscono la coltivazione;
l'opera di assistenza ai genitori adottivi ed ai bambini
che hanno perso i genitori a causa dell'AIDS in Uganda;
il credito ai gruppi locali di solidarietà delle
donne in Nepal; l'ampliamento delle aree adibite al
pascolo nel sud del Perù.
Dal 1995 questa agenzia ha finanziato sei progetti
in Nigeria di cui due ancora in fase di realizzazione
per una spesa complessiva di cento milioni di dollari.
Un approccio particolare che ha contraddistinto queste
iniziative è stato il coinvolgimento con le organizzazioni
non governative ma anche il dialogo con il governo federale
nigeriano. La strategia ha seguito e segue queste direttive:
sviluppo guidato dalle comunità rurali; preparazione
degli amministratori governativi; riorientamento dei
fondi governativi per rispondere alle reali necessità
delle comunità; istituzionalizzazione ed inserimento
dello sviluppo delle comunità nei programmi politici
governativi; istituzionalizzazione dei fondi per alleviare
il disagio della povertà; assicurare l'efficienza
e la trasparenza dei programmi di sviluppo.
Alcuni dati possono far riflettere sull'importanza
della cooperazione fra Italia
e Nigeria. Questo grande paese (923.000 kmq,
tre volte la superficie della nostra penisola) si affaccia
sul Golfo di Guinea ed è abitato da circa centoventi
milioni di persone (il primo stato africano per numero
di abitanti). Paese demograficamente pesante, la Nigeria
si avvia a divenire nazione leader del proprio continente
anche per lo sviluppo economico, politico e sociale.
Voci importanti nell'economia sono rappresentate dalle
industrie legate allo sfruttamento del sottosuolo ed
in particolare all'estrazione del petrolio e del carbone.
La storia della Nigeria indipendente è stata
scandita da alcuni golpe militari e dalla sanguinosa
guerra civile del Biafra (1967-70). Da alcuni anni nel
paese si è tuttavia avviato un lento ma decisivo
processo di democratizzazione. Parallelamente a questo
processo è aumentata sensibilmente la presenza
di lavoratori nigeriani nel nostro Paese fino a costituire
una comunità ormai numerosa. Attualmente è
al potere in Nigeria la coalizione di unità nazionale
del PDP (Partito
Democratico del Popolo) presente con una propria rappresentanza
in Italia dall'anno scorso. Questo raggruppamento politico,
che riflette la componente multietnica dell'intera società
nigeriana nonché l'ordinamento politico di repubblica
federale, ha dato un impulso decisivo al miglioramento
dei rapporti economici tra le nostre due nazioni. Dal
2001 opera ad esempio la Camera
di Commercio italo-nigeriana che ha affrontato,
tra le altre questioni, la presenza di istituti di credito
italiani, la carenza dei porti nigeriani ed in generale
delle infrastrutture necessarie alle vie di comunicazione
e al commercio.
Dunque non più solo assistenza per le popolazioni
indigenti, ma anche investimenti di capitali per il
rilancio delle attività industriali e dei servizi.
Fonti: Caritas di Roma
PAOLO AMADIO