05/10/2001




Italia-Nigeria: un nuovo impulso
alla cooperazione internazionale

L'ambasciatore nigeriano Chief Etim Okpoyo

I recenti accadimenti quali l'ultimo problematico vertice dei G 8 di Genova e gli attentati terroristici alle Torri gemelle di New York ci hanno fatto riflettere anche sul modo di guardare alle realtà dei Paesi in via di Sviluppo ed ai legami economici e sociali che ad essi ci legano. Lungi dall'allentare tali legami, questi accadimenti insegnano invece che la cooperazione e lo sviluppo debbono e possono essere aumentati e migliorati seguendo strade anche diverse da quelle imboccate finora. Dell'accrescimento della cooperazione internazionale si è discusso martedì 2 ottobre nel corso della conferenza per la celebrazione dell'indipendenza dello stato della Nigeria, nazione affrancatasi dal colonialismo nel 1960. La conferenza, che si è tenuta presso Palazzo San Macuto in Roma per gentile ospitalità della Camera dei Deputati, è stata organizzata dall'Associazione "Amici della Nigeria" e dall'Unione Nazionale Associazioni Nigeriane in Italia" (quest'ultima comprendente da sola 45.000 iscritti). Dalle dichiarazioni dell'ambasciatore in Italia Chief Etim Okpoyo, confermate dall'intervento dell'eurodeputato on. Enrico Ferri è emersa la consapevolezza della reciproca necessità di Italia e Nigeria di incrementare le relazioni economiche e dell'importanza che questo tipo di cooperazione può apportare al mantenimento della pace nel mondo. La celebrazione dell'anniversario è proseguita nel corso della giornata con un ricevimento privato presso la residenza dell'ambasciatore.

Nel corso della conferenza sono stati messi in risalto anche i risultati ottenuti dall'IFAD - Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. Questa agenzia è stata creata nel 1977 con il mandato di combattere la fame e la povertà nelle zone del mondo a basso reddito e con deficit alimentare con lo scopo di migliorare in modo duraturo le condizioni di vita delle popolazioni rurali. Dalla sua creazione ad oggi, l'IFAD ha finanziato 578 progetti in 114 paesi. Tra questi si possono ricordare lo sviluppo agricolo delle regioni meridionali della Siria, con la rimozione delle rocce vulcaniche che impediscono la coltivazione; l'opera di assistenza ai genitori adottivi ed ai bambini che hanno perso i genitori a causa dell'AIDS in Uganda; il credito ai gruppi locali di solidarietà delle donne in Nepal; l'ampliamento delle aree adibite al pascolo nel sud del Perù.

Dal 1995 questa agenzia ha finanziato sei progetti in Nigeria di cui due ancora in fase di realizzazione per una spesa complessiva di cento milioni di dollari. Un approccio particolare che ha contraddistinto queste iniziative è stato il coinvolgimento con le organizzazioni non governative ma anche il dialogo con il governo federale nigeriano. La strategia ha seguito e segue queste direttive: sviluppo guidato dalle comunità rurali; preparazione degli amministratori governativi; riorientamento dei fondi governativi per rispondere alle reali necessità delle comunità; istituzionalizzazione ed inserimento dello sviluppo delle comunità nei programmi politici governativi; istituzionalizzazione dei fondi per alleviare il disagio della povertà; assicurare l'efficienza e la trasparenza dei programmi di sviluppo.

Maria Rosaria Sangiuolo e Augustine O. Chigbolu segretario del PdP

Alcuni dati possono far riflettere sull'importanza della cooperazione fra Italia e Nigeria. Questo grande paese (923.000 kmq, tre volte la superficie della nostra penisola) si affaccia sul Golfo di Guinea ed è abitato da circa centoventi milioni di persone (il primo stato africano per numero di abitanti). Paese demograficamente pesante, la Nigeria si avvia a divenire nazione leader del proprio continente anche per lo sviluppo economico, politico e sociale. Voci importanti nell'economia sono rappresentate dalle industrie legate allo sfruttamento del sottosuolo ed in particolare all'estrazione del petrolio e del carbone. La storia della Nigeria indipendente è stata scandita da alcuni golpe militari e dalla sanguinosa guerra civile del Biafra (1967-70). Da alcuni anni nel paese si è tuttavia avviato un lento ma decisivo processo di democratizzazione. Parallelamente a questo processo è aumentata sensibilmente la presenza di lavoratori nigeriani nel nostro Paese fino a costituire una comunità ormai numerosa. Attualmente è al potere in Nigeria la coalizione di unità nazionale del PDP (Partito Democratico del Popolo) presente con una propria rappresentanza in Italia dall'anno scorso. Questo raggruppamento politico, che riflette la componente multietnica dell'intera società nigeriana nonché l'ordinamento politico di repubblica federale, ha dato un impulso decisivo al miglioramento dei rapporti economici tra le nostre due nazioni. Dal 2001 opera ad esempio la Camera di Commercio italo-nigeriana che ha affrontato, tra le altre questioni, la presenza di istituti di credito italiani, la carenza dei porti nigeriani ed in generale delle infrastrutture necessarie alle vie di comunicazione e al commercio.

Dunque non più solo assistenza per le popolazioni indigenti, ma anche investimenti di capitali per il rilancio delle attività industriali e dei servizi.

Fonti: Caritas di Roma

Maria Rosaria Sangiuolo e Christian Ezeh, addetto stampa del PDP

PAOLO AMADIO

 

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