31/03/2002




Prevenzione per la lotta al diabete

LA TEMPESTIVITA'

NELLA NUOVA CLASSE POLITICA

RAPPRESENTA
UNA MODALITA' DIVERSA DI FARE POLITICA?

Intervista a

Sen.Cesare Cursi-Foto di M.R.Sangiuolo

Sen. Cesare Cursi

Sottosegretario

MINISTERO della SALUTE

 

Secondo i dati italiani i malati di diabete sono due milioni. Il numero dovrebbe essere più consistente se consideriamo l'ipotesi più accreditata secondo la quale altri due milioni non sanno di esserlo! Di fronte a questi dati allarmistici poniamo alcune domande al Senatore Cesare Cursi, in qualità di Sottosegretario al Ministero della Salute.
Non le sembra che questa patologia debba ritenersi una malattia sociale?

Il diabete rappresenta uno dei maggiori problemi sanitari del nostro Paese che colpisce circa il 4% della popolazione. Questa malattia viene, oggi, definita "epidemia" a causa dell'enorme incremento che avrà nei prossimi vent'anni non solo in Italia ma anche nel resto del mondo: Si passerà, infatti, a livello mondiale da circa 110 milioni a 300 milioni di soggetti affetti da questa patologia. In Italia sono presenti circa 2 milioni di persone diabetiche ed, ogni anno, si registrano circa 150 mila nuovi casi, con un ritmo di crescita pari al 5%. Particolarmente allarmante, è inoltre, l'aumento d'incidenza nei bambini. Per questo motivo nei paesi occidentali il diabete è, ormai, riconosciuto come malattia di altissimo interesse sociale.

Non combatterla adeguatamente sottopone i diabetici a pericoli gravissimi per le numerose conseguenze della malattia: infarto al miocardio, retinopatia, nefropatia, insufficienza cardiaca, ictus cerebrale e impotenza.Queste conseguenze non aggravano l'onere economico della spesa pubblica relativa alla sanità?

Il costo sociale del diabete è estremamente elevato: basti pensare alle sue complicanze, prima
la cardiovasculopatia, la retinopatia che conduce alla cecità, la nefropatia che conduce spesso
alla dialisi, le amputazioni ed al costo dell'assistenza per i ricoveri ospedalieri e per i trattamenti degli esiti invalidanti.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente comunicato che nei prossimi anni ci sarà una crescita della malattia, e tra vent'anni, i diabetici di tutto il mondo saranno il doppio di quelli attuali 300 milioni anziché 150 e che questa malattia colpirà anche i Paesi sottosviluppati. Questi dati apocalittici non consigliano il Ministero della Salute ad intervenire con un'accurata prevenzione?

Sono allo studio di questo Ministero, al fine di promuovere attività di prevenzione primaria, secondaria e di riabilitazione, varie iniziative rivolte alla verifica dell'applicazione delle norme vigenti.

Come spiega il rischio dell'espansione della malattia nelle zone povere del terzo mondo?

Un aumento del diabete nei paesi del terzo mondo si può spiegare con le nuove cattive abitudini alimentari quando, in seguito ad un improvviso miglioramento del tenore di vita o quindi della quantità e qualità dell'alimentazione, si passa da una dieta povera di zuccheri ad una ricca. In tali situazioni si è notato l'esplodere di vere e proprie epidemie di diabete di tipo 2. Per il diabete di tipo 1 non ci sono ancora notizie precise in merito.


L'80% dei soggetti iperglicemici sono obesi, come incidono l'errata alimentazione e la mancanza di un'attività sportiva nei soggetti affetti dalla patologia del diabete?

Una regolare e modesta attività fisica consente di mantenere il nostro organismo in condizioni di salute e buonumore. Nel paziente diabetico l'esercizio fisico di lieve o moderata intensità induce modifiche positive del metabolismo (migliore utilizzazione del glucosio e abbassamento dei livelli dei grassi nel sangue), del sistema cardiocircolatorio delle funzioni ormonali e del sistema nervoso. La cattiva alimentazione, l'obesità, la mancanza di attività fisica, l'alcol ed il fumo sono tutti fattori di rischio per gli adolescenti. Pertanto, sin dall'età scolare, sarebbe auspicabile, attraverso vari mezzi di informazione, educare gli stessi ad adattare comportamenti e stili di vita in grado di favorire la salute e ridurre i fattori di rischio.

La mancanza di una sana alimentazione non sottopone a rischio gli individui in età scolare? Come si dovrebbe intervenire per salvaguardare queste nuove generazioni?
Quale ruolo potrebbero assumere i mezzi d'informazione e soprattutto quelli scientifici?

In quest'immane battaglia contro un male subdolo e dalle proporzioni smisurate ed in continua crescita, fondamentale è il ruolo svolto dai Centri diabetologici.

Le sembrano sufficienti e ben distribuiti sul territorio nazionale?
Quando saranno potenziati?

E' allo studio di questo Ministero un piano di lavoro volto ad acquisire informazione sulla rete dei servizi attualmente disponibili sul territorio nazionale e sulle modalità assistenziali adattate a livello locale, al fine di favorire percorsi che garantiscono uniformità di risposte e continuità di tutela al paziente diabetico.

Senza volere entrare nel merito di quanto promesso e realizzato nel proficuo lavoro dei cento giorni del Governo Berlusconi, analizziamo un'altra sfaccettatura della tempestività nel rappresentante politico, Senatore Cesare Cursi. Nei mesi scorsi abbiamo apprezzato la Sua sollecitudine e capacità di soluzione nel provvedimento ministeriale, del quale è stato protagonista, che per la prima volta regolamenta e saggiamente vieta l'importazione e la vendita delle pellicce di animali domestici. Intervenire con tempestività rappresenta soltanto un caso sporadico nel Suo mandato o piuttosto caratterizza un modo diverso di operare e di fare politica?

ALBERTO DE MARCO

 

 

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