24/03/2003



 


15/17 Marzo 2003

I SAVOIA al primo rientro ufficiale visitano NAPOLI

Emanuele Filiberto

IL SORRISO DEI GALANTUOMINI OTTIENE LA VITTORIA SULLE POLEMICHE

Napoli-15 Marzo 2003- Manifestazioni al Duomo  Ci sarà pure un perché se, quando si vuole tacciare qualcuno di essere codino, cioè di avere comportamento e mentalità alquanto retrogradi, gli si dice senza alcuna pietà: "ma sei proprio... borbonico!"? Ciò detto, ovviamente, con tutto il rispetto per la dinastia dei Borboni, cioè con lo stesso rispetto che ci si aspetterebbe da molti nei confronti di una pagina della storia italiana quale il Risorgimento. Negare il ruolo primario svolto da Casa Savoia nel processo di unificazione della nostra penisola sarebbe assurdo e risibile così come è stato risibile, assurdo e, soprattutto, deprecabile, il tentativo di boicottaggio organizzato per il rientro dei Savoia il giorno 15 Marzo 2003 al Duomo di Napoli. Episodio incomprensibile per chi ha una minima conoscenza dei fatti del nostro paese divenuto culla di libertà e di garanzie (talora fin troppe!) anche grazie all'opera di chi ci ha liberato dalla dominazione dello straniero! E'augurabile che il commento, piuttosto ostile, "non sono disponibile a fare da baby-sitter ai Savoia" rilasciato dall'attuale sindaco del capoluogo partenopeo rappresenti solo un atteggiamento personale e non una presa di posizione delle istituzioni locali che, in qualità di delegati dello stato, entrerebbero in conflitto con decisioni prese da istituzioni governative! Certamente uno strappo si può ricucire, ma un segno rimane sempre! Fischi tafferugli e sprangate sono state solo testimonianza di libertà di manifestare un dissenso? Più che giustificabili i dubbi in occasione di un vero e proprio tiro al Gruppo di simpatizzanti della Casa Savoiapiccione! Molti nemici… molto onore! Ma in Piazza del Duomo erano presenti anche tanti simpatizzanti aderenti al Sindacato Azzurro. Se dunque il primo giorno i Reali hanno diplomaticamente ed elegantemente mandato giù qualche boccone amaro, ben diversamente hanno trascorso la domenica. Dopo la Conferenza Stampa, svoltasi all'Hotel Vesuvio, durante la quale è emerso che il contenzioso tra i Savoia e lo Stato è ormai chiuso, Pizzeria Brandi -Vittorio Emanuele dal balcone saluta  la follapur rimanendo in pregiudicato i diritti dei ricorrenti, essi si sono recati, questa volta accompagnati da una folla che li applaudiva con calore, in uno dei vicoli di Via Chiaia, nel quartiere spagnolo, per pranzare nella nota Pizzeria Brandi dove hanno potuto gustare, in un'atmosfera lieta e densa di emozioni, in compagnia di circa cento invitati, un menu tutto napoletano la cui grande protagonista è stata la famosa pizza "Margherita" nata proprio nello storico locale di proprietà di Vincenzo Pagnani. I Savoia, insieme alla nutrita schiera di amici di sangue blù si sono lasciati coinvolgere dalla colorita allegria tipicamente napoletana e, alzatisi in piedi, non hanno esitato ad intonare canzoni tradizionali del repetrorio fokloristico napoletano, accompagnati dal sottofondo musicale del mandolino e da battiti di mani. Un momento di deliziosa spensieratezza che da solo è valso a stemperare in una ilare non-chalance i toni drammatici della giornata precedente. Il signor Pagnani, emozionatissimo per il grande evento (è stato lui ad offrire il pranzo), ha inoltre donato a Vittorio Emanuele una maschera in argento raffigurante Totò, il Principe della risata, ed una particolare fotografia, ambientata a Villa Italia a Lisbona, che ritrae Vittorio Emanuele, nel giorno della prima comunione, insieme ai genitori, il re Umberto e la regina Maria Josè. La famiglia reale si è poi spostata per un caffè al Gambrinus e successivamente in Piazza del Plebiscito dove Vittorio Emanuele e Marina Doria si sono lasciati tranquillamente ritrarre dai numerosi fotografi. Quando ritorneranno in Italia? Anche se la data è ancora incerta, tra le tappe del loro secondo viaggio ci sarà Siena, presumibilmente in occasione del palio delle contrade che si corre il 2 luglio ed il 16 Agosto. Si prevedono visite all'Hotel Continental, dove un tempo si fermò la principessa Margherita di Savoia, all'Abbazia di Sant'Antimo, l'unica in Italia dedicata all'ordine dinastico dei Savoia ed al museo civico dove c'è un affresco che celebra l' Unità d'Italia. Dopo ben 57 anni di esilio, quale può essere il desiderio più grande dell'erede di Casa Savoia? Indubbiamente la fine anche dell'altro perdurante esilio. Il principe Vittorio Emanuele a tale proposito ha assicurato i che quando arriverà a Roma la prima cosa che farà sarà quella di affrontare la questione del rimpatrio delle spoglie dei suoi avi in modo che essi possano finalmente riposare in pace al Pantheon.

MARIA ROSARIA SANGIUOLO

 

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