I SAVOIA al
primo rientro ufficiale visitano
NAPOLI
IL
SORRISODEI
GALANTUOMINI OTTIENE
LA VITTORIA SULLE
POLEMICHE
Ci
sarà pure un perché
se, quando si vuole tacciare qualcuno di essere codino,
cioè di avere comportamento e mentalità
alquanto retrogradi,
gli si dice senza alcuna pietà: "ma
sei proprio... borbonico!"? Ciò
detto, ovviamente, con tutto il rispetto per la dinastia
dei Borboni,cioè
con lo stesso rispetto che ci si aspetterebbe da molti
nei confronti di una pagina della storia italiana quale
il Risorgimento.
Negare il ruolo primario svolto da Casa
Savoia nel processo
di unificazione della nostra penisola sarebbe
assurdo e risibile così come è stato risibile,
assurdo e, soprattutto, deprecabile, il tentativo di
boicottaggio organizzato per il rientro dei Savoia
il giorno 15 Marzo
2003al
Duomo di Napoli. Episodio incomprensibile per chi ha
una minima conoscenza dei fatti del nostro paese divenuto
culla di libertà e di garanzie (talora fin troppe!)
anche grazie all'opera di chi ci ha liberato dalla dominazione
dello straniero! E'augurabile che il commento, piuttosto
ostile, "non sono disponibile
a fare da baby-sitter ai Savoia" rilasciato
dall'attuale sindaco del capoluogo partenopeo rappresenti
solo un atteggiamento personale e non una presa di posizione
delle istituzioni locali che, in qualità di delegati
dello stato, entrerebbero in conflitto con decisioni
prese da istituzioni governative! Certamente uno strappo
si può ricucire, ma un segno rimane sempre! Fischi
tafferugli e sprangate sono state solo testimonianza
di libertà di manifestare un dissenso? Più
che giustificabili i dubbi in occasione di un vero e
proprio tiro al piccione!
Molti nemici… molto onore!
Ma in Piazza del Duomo erano presenti anche
tanti simpatizzanti aderenti al Sindacato Azzurro. Se
dunque il primo giorno i Reali hanno diplomaticamente
ed elegantemente mandato giù qualche boccone
amaro, ben diversamente hanno trascorso la domenica.
Dopo la Conferenza Stampa, svoltasi all'Hotel
Vesuvio, durante la quale è emerso
che il contenzioso tra i Savoia e lo Stato è
ormai chiuso, pur
rimanendo in pregiudicato i diritti dei ricorrenti,
essi si sono recati, questa volta accompagnati da una
folla che li applaudiva con calore, in uno dei vicoli
di Via Chiaia, nel quartiere spagnolo, per pranzare
nella nota Pizzeria Brandi
dove hanno potuto gustare, in un'atmosfera lieta e densa
di emozioni, in compagnia di circa cento invitati, un
menu tutto napoletano la cui grande protagonista
è stata
la famosa pizza"Margherita" nata
proprio nello storico locale di proprietà di
Vincenzo Pagnani.
I Savoia, insieme alla nutrita schiera di amici di sangue
blù si sono lasciati coinvolgere dalla
colorita allegria tipicamente napoletana e, alzatisi
in piedi, non hanno esitato ad intonare canzoni tradizionali
del repetrorio fokloristico napoletano, accompagnati
dal sottofondo musicale del mandolino e da battiti di
mani. Un momento di deliziosa spensieratezza che da
solo è valso a stemperare in una ilare non-chalance
i toni drammatici della giornata precedente. Il signor
Pagnani, emozionatissimo
per il grande evento (è stato lui ad offrire
il pranzo), ha inoltre donato a Vittorio Emanuele una
maschera in argento raffigurante Totò, il Principe
della risata, ed una particolare fotografia, ambientata
a Villa Italia a Lisbona, che ritrae Vittorio Emanuele,
nel giorno della prima comunione, insieme ai genitori,
il re Umberto e la regina Maria Josè. La
famiglia reale si è poi spostata per un caffè
al Gambrinus e successivamente
in Piazza del Plebiscito
dove Vittorio Emanuele e Marina Doria si sono lasciati
tranquillamente ritrarre dai numerosi fotografi. Quando
ritorneranno in Italia? Anche se la data
è ancora incerta, tra le tappe del loro secondo
viaggio ci sarà Siena,
presumibilmente in occasione del palio delle contrade
che si corre il 2 luglio ed il 16 Agosto. Si prevedono
visite all'Hotel Continental,
dove un tempo si fermò la principessa
Margherita di Savoia, all'Abbazia di Sant'Antimo,
l'unica in Italia dedicata all'ordine dinastico dei
Savoia ed al museo civico dove c'è un affresco
che celebra l' Unità
d'Italia. Dopo ben 57 anni di esilio, quale
può essere il desiderio
più grande dell'erede di Casa
Savoia? Indubbiamente la fine anche dell'altro
perdurante esilio. Il principe Vittorio Emanuele a tale
proposito ha assicurato i che quando arriverà
a Roma la prima cosa che farà sarà quella
di affrontare la questione del rimpatrio delle spoglie
dei suoi avi in modo che essi possano finalmente riposare
in pace al Pantheon.